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Il Pranayama, Purificare i Canali Energetici

Il Pranayama, Purificare i Canali Energetici

Il Pranayama non serve solo a migliorare le proprie condizioni di salute psico-fisica, esso serve anche a raffinare e purificare i nostri veicoli energetici consentendoci, attraverso le tecniche appropriate, di compiere un “salto” in sfere superiori (o più sottili) di consapevolezza.

IL PRANAYAMA PER FINI SUPERIORI

Esistono tecniche di Pranayama che tendono a far sperimentare all’adepto un “balzo quantico”. Vi sono procedimenti come i Kriya e tecniche di ritenzione prolungata del respiro, per esempio, che possono alterare la struttura molecolare di base del corpo e fare accedere a “dimensioni” superiori, attenzione però.

E’ bene non avventurarsi in simili procedimenti da soli, e non prima di aver praticato altre forme di Pranayama più dolci, sotto la supervisione di un insegnante qualificato.

Occhio ai corsi di fine settimana che promettono il “risveglio di Kundalini”, l’attivazione dei Chakra, o ai “guru” che vengono dall’oriente per iniziarci ai Kriya (anche se pratichiamo Yoga solo da poche settimane); l’iniziazione ai Kriya è una cosa molto seria, e richiede anni di addestramento e la provata serietà e competenza di un insegnante che, dev’essere un Maestro o un Discepolo che hanno “realizzato” il percorso che insegnano.

I danni psicofisici che possono derivare da pratiche non idonee alla nostra struttura energetica sono considerevoli, meglio mantenersi su pratiche più semplici e non pericolose.

Vi sono pratiche di Pranayama, come Nadi sodhana, la respirazione diaframmatica, la respirazione inversa, quella completa, il Kapalabhati (praticato per un tempo consigliato dall’insegnante), il Pranapanagati, ed altre che non sono pericolose, ma di immenso beneficio.

Il fatto è che gli occidentali hanno poca pazienza, e in più vogliono essere stupiti da “effetti speciali”; questo dà l’occasione, a persone senza scrupoli, di approfittare dell’ignoranza delle persone spacciandosi per guru di questa o di quella tradizione.
Lo Yoga, come tutte le serie discipline orientali o occidentali, richiede pazienza e pratica costante sotto la guida un esperto equilibrato; meglio non avere fretta e rispettare i tempi giusti, ogni cosa a suo tempo.

IL RISVEGLIO DI KUNDALINI

La Kundalini, come i Chakra, nessuna l’ha mai vista, e se non ce ne avessero parlato ne avremmo ignorato l’esistenza per tutta la vita.

Eppure qualcuno, dopo averne letto o sentito parlare, attratto dagli “effetti spettacolari” che il risveglio della Kundalini promette, pensa di potervi accedere con un po’ di sforzo e senza rischi.
Invece con la kundalini non si scherza, essa è una energia spaventosa della stessa natura del fulmine o di un vulcano in eruzione.

Si dice che il Fuoco della Kundalini riposi alla base delle colonna vertebrale, nel centro energetico conosciuto come Muladhara, e che possa essere attivato attraverso pratiche Yogiche. Una volta “risvegliato” il fuoco di Kundalini si riversa nel canale centrale: Sushumna, vivificandolo; lo yogi che ha attivato questa energia sa come regolare e attivare il corretto funzionamento dei centri energetici, i Chakra, questo conferisce loro dei poteri straordinari.

Ciò che invece raramente viene detto, è che se non si è più che esperti e non si è rinforzata la struttura nervosa ed energetica con anni di addestramento ed una corretta alimentazione, il fuoco di Kundalini può letteralmente bruciare il praticante, o comunque causare danni irreparabili al fisico o al sistema nervoso; meglio aspettare l’incontro col Maestro giusto.

PRATICHE DOLCI PER TOCCARE IL DIVINO

Vi sono altri modi per accedere a stati di consapevolezza superiore, meno pericolosi e più dolci. Il più sicuro è la Meditazione, così come è insegnata nel buddhismo Zen o in quello Tibetano.

Attraverso la Meditazione è possibile accedere a stati più rarefatti di consapevolezza e, con la giusta apertura di Cuore e consapevolezza, sperimentare l’Abbraccio del Divino.

Anche la preghiera, come il Padre Nostro (ancora meglio se recitata in latino), può far sperimentare meravigliosi stati di estasi e far accedere la consapevolezza in uno “spazio sacro”; a quel punto sta a noi compiere il balzo oltre i nostri limiti e abbandonarci al Divino.
Testi consigliati:
Teoria e pratica del Pranayama; B.K.S.Iyengar; ed.Mediterranee
Pranayama: La dinamica del respiro; A. Van Lysebeth; Astrolabio edizioni
Lo Yoga, strumento di vita; gli Istruttori di Parsifal; Adea edizioni

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