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Partorire in casa e Parto in Acqua, una scelta naturale

A differenza del parto in ospedale la donna non viene separata dal piccolo al momento della nascita, ma può stringerlo a sé e prenderlo in braccio anche se il cordone ombelicale è ancora attaccato. Sarà poi lei, insieme al compagno o altre persone della famiglia presenti, a fare il primo bagnetto al nuovo arrivato, stabilendo così un primo indispensabile contatto.

Parto in acqua

Se la donna decide di affrontare il parto in acqua, questo è possibile anche tra le mura di casa. Si può infatti utilizzare a questo scopo o una piccola piscina gonfiabile, oppure la classica vasca da bagno. Naturalmente vanno ben pulite sia una che l’altra prima che la futura mamma vi si immerga. La donna può scegliere una doccia o un bagno caldo durante il travaglio, in modo da alleviare l’ansia e stimolare l’ossitocina, un ormone che favorisce le contrazioni dell’utero. Questo è un vantaggio di cui le donne che partoriscono in ospedale non dispongono.

No taglio cesareo

Poiché il parto in casa avviene naturalmente, si ricorre al taglio cesareo soltanto se è strettamente necessario. Negli ospedali, invece, aumenta sempre di più il numero di parti non naturali, spesso senza un giustificato motivo. La percentuale di parti cesarei in Italia è del 38%, con un picco del 60% nella sola regione Campania.

Durante il parto a domicilio non può essere praticata alcuna forma di chirurgia o anestesia: in caso di complicazioni bisogna raggiungere l’ospedale più vicino. E’ quindi opportuno che la struttura ospedaliera si trovi a non più di 40 minuti di macchina dalla casa in cui avviene il parto. Le ostetriche che assistono i parti a domicilio sono comunque in grado di capire in anticipo eventuali segni di complicazioni o emergenze.

Svantaggi

Secondo alcuni ginecologi, la gravidanza, pur essendo un evento naturale, può andare incontro ad alcune complicazioni che in ospedale è possibile affrontare nel modo più appropriato e tempestivo. Durante il parto, per esempio, possono subentrare problemi di sofferenza fetale, in cui è necessario estrarre il bimbo con tagli cesarei di urgenza. Se questo succede in casa, come si può fare?

Il parto in casa può essere affrontato soltanto da donne che siano perfettamente sane, che non abbiano mai avuto problemi ai reni, al cuore, diabete, crisi epilettiche, gravidanze precedenti a rischio, problemi di salute in generale.

E’importante inoltre che il bambino si trovi in una posizione favorevole nell’utero (cefalico). Per fortuna ciò avviene nel 95% dei casi. E’ da escludersi invece il parto a domicilio in caso di parti podalici, gemellari o prematuri. Il peso del nascituro deve essere compreso tra i 2 chili e 600 grammi e i 4 chili e 200 grammi. Le ostetriche dovranno poi valutare caso per caso le condizioni del piccolo e della mamma.

I costi di un parto a domicilio si aggirano sui duemila euro. In alcune Regioni, come l’Emilia Romagna, le Marche, il Piemonte e la provincia di Trento il Servizio Sanitario effettua un parziale rimborso delle spese. In tutte le altre regioni italiane le spese restano esclusivamente a carico delle famiglie.

Casa maternità

Per le donne che non hanno la possibilità di partorire in casa perché questa non è adatta o perché l’ospedale non si trova nelle vicinanze esiste una valida alternativa: il parto nelle case maternità. Si tratta di abitazioni in cui le donne possono vivere i nove mesi ed il parto nella più totale serenità, assistite da ostetriche professioniste. Tali strutture, però, non sono in grado di offrire assistenza chirurgica. Ecco qualche riferimento utile: Associazione Culturale La Lunanuova (tel: 02/66984453) www.lalunanuova.it; Casa di Maternità La via lattea (tel: 02/89077589) www.casamaternita.it; Associazione nascita dolce (tel: 333/9789051) www.nascitadolce.it