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La sinfonia e l’equilibrio dinamico

La sinfonia e l’equilibrio dinamico

Nel Tai chi tutte le parti del corpo devono muoversi in modo armonioso, mantenendo i giusti rapporti simmetrici.

In pratica, la forma del Tai chi è una magnifica opera di alta ingegneria dinamica.

Se ad esempio nel movimento del “pugno alto”, il pugno è sbilanciato in avanti rispetto al piede anteriore (costringendo così la colonna vertebrale a piegarsi in avanti), in un eventuale scontro reale tutto l’edificio “corpo” crollerebbe miseramente ai piedi dell’avversario, spezzando il delicato equilibrio tra noi e l’avversario.

Così è in questo movimento, così è in tutte le situazioni della vita.

Non vi è una sola situazione nella quale non siamo costretti a vertiginosi aggiustamenti di equilibrio dinamico.

Negli adulti ormai è diventato scontato, ma il solo stare in piedi immobili richiede una abilità di equilibrio non indifferente. Figuriamoci, poi, camminare tra la gente, evitare il traffico cittadino, vestirci abbinando bene i colori o altro.

E questo è solo l’aspetto prettamente fisico. Ma pensiamo in quante situazioni siamo chiamati a cercare l’equilibrio dinamico: rapporti sociali, familiari, lavorativi, affettivi, e molti altri.

Sapersi adeguare, ad esempio, ad una certa “etichetta” durante un Gran Galà dove sono presenti celebrità e alte cariche sociali e politiche è un esempio di equilibrio dinamico: immaginiamo cosa succederebbe se cominciassimo a ruttare, scoreggiare o giocare con le dita nel naso (cose che potremmo tranquillamente fare quando siamo soli), sicuramente spezzeremmo una armonia e, a meno di essere dei formidabili comici in grado di voltare tutto a risate, verremmo sicuramente guardati malissimo, evitati o addirittura accompagnati all’uscita.

LA BELLEZZA DI UNA SINFONIA

Un altro esempio di equilibrio dinamico, che può essere paragonato al praticare la Forma, sia da soli che in compagnia, può essere quello di una sinfonia.

Una sinfonia è un complesso armonioso di suoni, di colori ed altro. Proviamo, la prossima volta che ascolteremo una orchestra o una banda musicale, a notare la bellezza che procura l’insieme dei suoni (quando sono in armonia) e di come ogni strumento si “fonda”, per così dire, nell’insieme dei suoni, creando un unico suono.

Così come un insieme di colori e forme creano un “unico” quadro, ad esempio di Leonardo da Vinci o del Veronese.

Così, quando pratichiamo da soli la Forma, se si rispettano i punti chiave (già citati in precedenti articoli) come il rispettare le giuste simmetrie e la corretta coordinazione delle diverse parti del corpo, l’esecuzione produrrà in noi (ma anche in un eventuale osservatore) una sensazione di armonia, di pace, di bellezza.
Ugualmente utile e importante è il saper stare in equilibrio dinamico coi nostri compagni di pratica.

E’ fondamentale sapersi muovere all’unisono, rispettando il ritmo generale.
Tutto questo ci aiuterà moltissimo anche nella vita, perché ciò che si conquista in “sala di pratica” (se ne avremo capito il senso) è un tesoro che porteremo con noi ovunque andremo.

 

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